Poker online: liquidità condivisa tra Italia, Francia e Spagna.

Poker online: liquidità condivisa tra Italia, Francia e Spagna.

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shutterstock 62118343Jean-François Vilotte è il presidente dell’Arjel, l’ente regolatore per il gioco online in Francia. Qualche tempo fa ha mandato un segnale “politico” a Italia e Spagna riguardo alla possibilità futura di apertura del mercato del poker online. L’obiettivo è quello di dar vita ad una liquidità condivisa internazionale tra i tre paesi.

 

La buona notizia è che la Francia, dopo mesi di silenzio a riguardo, ha ridato un segnale di vita e di disponibilità a Spagna e Italia. La Spagna, dal suo canto, non aveva mai smesso di insistere per avviare il progetto. Ma l’Italia?

Non basta comunque l’intenzione per avviare concretamente le cose. Esiste infatti un forte ostacolo, proprio sul suolo francese, all’inizio dei lavori. Un ostacolo di natura burocratica. In Francia, infatti, il tutto dovrà necessariamente essere vagliato dalla volontà sovrana del Parlamento. E al momento non vi è una solida maggioranza a sostegno dell’e-gaming.

Anzi attualmente il Parlamento francese sta studiando strategie per rilanciare il poker, autorizzando nuove varianti e modificando la tassazione. Parlare di mercato comune vuol forse dire mettere troppa carne sul fuoco? Bisogna anche poi vedere di trovare un accordo tra le tre parti a proposito delle aliquote da imporre, cosa che comune non spaventa particolarmente Violotte. Afferma infatti il presidente dell’Arjel: “è possibile condividere un field di giocatori internazionale con Spagna e Italia anche con sistemi di prelievo diversi. Il problema non è questo: i nostri paesi partner non hanno bisogno di modifiche legislative per strutturare un sistema di liquidità internazionale. Per noi invece è necessaria una nuova normativa”.

Insomma la liquidità condivisa è oramai vista come un passo da compiere obbligatoriamente, ma persistono le problematiche a livello tecnico e burocratico. Un progetto effettivo, certo, ma a lungo termine.