Bonanni denuncia il poker online: 50 miliardi di fatturato ma 0,46% di...

Bonanni denuncia il poker online: 50 miliardi di fatturato ma 0,46% di tasse.

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raffaele-bonanniIl segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, denuncia il Poker online, un settore che incassa cifre assai importanti ed è colpito da un’imposizione fiscale davvero ridicola. Gli ultimi dati, infatti, parlano di 50 miliardi di euro all’anno di fatturato, con un’imposizione fiscale del solo 0,46%.

Il segretario della Cisl solleva una questione davvero spinosa. Il suo intervento, a margine di un convegno del sindacato a Magnano in Riviera (Friuli Venezia Giulia) ha avuto un vero e proprio impatto-bomba: Bonanni definisce il mondo del poker online una vergona, e punta il dito verso le “lobbies” che, a sua detta, “fanno ciò che vogliono”.
La proposta del leader Cisl è quella di aprire un dibattito pubblico sul tema, al fine di trovare una soluzione “giusta”. Soluzione che lui intravede nell’utilizzare il poker online per ricavare i soldi necessari alla legge di stabilità. Questa la soluzione che Bonanni illustra nell’intervista rilasciata a “Radio Anch’io”, in cui sostiene che portando la tassazione del poker online al 30% i problemi dei fondi alla legge di stabilità sarebbero definitivamente risolti.
È così che i riflettori si puntano di nuovo sul gioco d’azzardo online. E lo Stato italiano si trova al centro di un problema che vede, da un lato, la necessità di porre un freno alla ludopatia, e dall’altro, la costante ricerca di un sistema per riempire le piangenti casse pubbliche.
Si può davvero dire che quella proposta da Bonanni sia una soluzione? Infondo esistono vari esempio in cui il campo dell’azzardo è stato di aiuto nel risollevare politiche e settori in crisi – uno degli ultimi esempi, quello delle scommesse sportive in Brasile, che hanno salvato alcune società dal fallimento – ma questa soluzione può davvero funzionare anche in Italia?